Non è solo un cambio ai vertici, ma il segnale di una fase delicata per Dolce & Gabbana. La scelta di Stefano Gabbana di lasciare la presidenza arriva infatti mentre il gruppo è impegnato in una complessa trattativa finanziaria per mettere in sicurezza i conti.
La notizia, emersa solo ora ma risalente a fine anno, coincide con un momento di rallentamento del settore lusso, che sta colpendo anche marchi storici del Made in Italy.
Cambio al vertice e nuova fase
Alla guida della società, nel ruolo di presidente, è stato nominato Alfonso Dolce, figura già centrale nell’organizzazione aziendale e fratello di Domenico Dolce.
Si tratta di un passaggio che rompe, almeno in parte, l’equilibrio storico della maison, da sempre controllata direttamente dai due fondatori.
Nel frattempo, Gabbana starebbe riflettendo anche sul futuro della propria partecipazione, pari a circa il 40%, aprendo alla possibilità di una mossa strategica che potrebbe cambiare gli assetti proprietari.
Il nodo debito e le trattative in corso
Secondo Bloomberg, il gruppo si starebbe preparando a negoziare con gli istituti di credito un’operazione di rifinanziamento da circa 450 milioni di euro.
Sul tavolo:
- revisione del debito esistente
- richiesta di nuova liquidità fino a 150 milioni
- possibili dismissioni immobiliari
- rinnovo di accordi commerciali e licenze
A seguire il dossier sarebbe Rothschild & Co, già coinvolta come advisor.
Lusso in frenata: un problema globale
La situazione si inserisce in un quadro più ampio. Dopo anni di crescita sostenuta, il settore del lusso sta vivendo una fase di rallentamento legata a diversi fattori: inflazione, tensioni internazionali e minore spinta dei mercati asiatici.
Negli ultimi decenni, crisi simili hanno già costretto grandi marchi a riorganizzarsi. Dopo il 2008, ad esempio, molte maison hanno rivisto strategie e struttura finanziaria per adattarsi a un mercato più instabile.
Un marchio simbolo davanti alla prova più difficile
Fondata nel 1985, Dolce & Gabbana è diventata una delle firme più riconoscibili della moda italiana, costruendo il proprio successo su un’identità forte e uno stile iconico.
Oggi però il gruppo si trova davanti a una sfida diversa: mantenere la propria identità in un contesto economico più fragile e competitivo.
Con ricavi vicini ai 2 miliardi ma un indebitamento significativo, il prossimo passo sarà decisivo per il futuro del brand.
Possibili nuovi ingressi nel management
Per rafforzare la struttura aziendale, tra i nomi che circolano c’è anche quello di Stefano Cantino, manager con esperienza internazionale nel settore.
Segnale che la maison potrebbe prepararsi non solo a una riorganizzazione finanziaria, ma anche a un cambiamento più profondo nella gestione.















