Home / CRONACA / Epatite A, allarme nel Sud: 50 kg di frutti di mare sequestrati. Inchiesta della Procura di Napoli

Epatite A, allarme nel Sud: 50 kg di frutti di mare sequestrati. Inchiesta della Procura di Napoli

NAPOLI – Torna l’allarme Epatite A nel Sud Italia. Dopo l’aumento dei casi registrati tra Campania, Puglia e basso Lazio, la Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un’inchiesta contro ignoti per commercio di sostanze alimentari nocive.

Al centro delle indagini ci sono i frutti di mare, in particolare i molluschi, considerati uno dei principali veicoli di trasmissione del virus quando consumati crudi o non adeguatamente controllati.

Blitz dei NAS: sequestri e campioni sotto esame

Nel corso delle verifiche, i Carabinieri NAS hanno sequestrato circa 50 chilogrammi di frutti di mare e disposto analisi approfondite su diversi campioni.

Gli investigatori stanno cercando di capire se sul mercato siano finiti prodotti contaminati. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella della miscelazione illegale tra cozze locali e molluschi importati dall’estero, potenzialmente privi dei necessari controlli sanitari.

Sessanta ricoveri e consumi in caduta

Il bilancio sanitario è già significativo: circa 60 persone risultano ricoverate in ospedale. Le condizioni, nella maggior parte dei casi, non sarebbero gravi, ma la situazione resta sotto stretta osservazione.

Nel frattempo, il timore tra i consumatori ha provocato un crollo delle vendite di frutti di mare, soprattutto nei mercati ittici e nei ristoranti.

Pasqua a rischio: scatta l’allerta alimentare

L’allarme arriva in un momento delicato, a ridosso delle festività pasquali, quando tradizionalmente aumenta il consumo di pesce e molluschi.

Gli esperti raccomandano prudenza:

  • evitare frutti di mare crudi
  • preferire prodotti cotti e certificati
  • controllare sempre etichette e provenienza

Cos’è l’epatite A: sintomi e trasmissione

L’epatite A è una malattia infettiva del fegato causata da un virus che si trasmette principalmente per via alimentare o attraverso acqua contaminata.

I sintomi più comuni includono:

  • stanchezza e febbre
  • nausea e dolori addominali
  • ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi)

A differenza di altre epatiti, non diventa cronica, ma negli adulti può avere un decorso più pesante.

I precedenti: un rischio mai del tutto scomparso

Non è la prima volta che l’Italia si trova ad affrontare episodi simili.

Negli anni ’90 e nei primi anni 2000 diversi focolai furono collegati al consumo di molluschi cridi. Il caso più rilevante recente risale al 2013, quando un’epidemia colpì più regioni italiane e anche altri Paesi europei, con migliaia di casi segnalati.

Da allora i controlli sono stati rafforzati, ma il rischio resta concreto, soprattutto quando la filiera alimentare non viene rispettata.

Indagini in corso

L’inchiesta della Procura di Napoli punta ora a ricostruire l’intera catena di distribuzione dei prodotti sequestrati, per individuare eventuali responsabilità.

I risultati delle analisi di laboratorio saranno decisivi per capire se i frutti di mare siano effettivamente all’origine del focolaio.

Consigli utili per i consumatori

Per ridurre il rischio di contagio:

  • acquistare solo da rivenditori autorizzati
  • evitare prodotti senza etichetta o tracciabilità
  • consumare molluschi solo dopo adeguata cottura
  • lavare accuratamente mani e utensili da cucina

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *