È stato fermato nella notte Roberto Mazzarella, considerato uno dei latitanti più pericolosi legati alla criminalità organizzata campana. L’uomo, 48 anni, è stato individuato a Vietri sul Mare, dove si nascondeva all’interno di una struttura di alto livello lungo la Costiera Amalfitana.
Secondo quanto riferito dal Ministero dell’Interno, il suo nome figurava ai vertici della lista dei ricercati più pericolosi. Al momento dell’intervento delle forze dell’ordine si trovava con i familiari e avrebbe utilizzato documenti falsi per non essere identificato.
Operazione e sequestro
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Napoli con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. Sul posto sono intervenute anche unità specializzate e mezzi navali.
Nel corso delle verifiche all’interno dell’abitazione sono stati sequestrati denaro contante, oggetti di valore, dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile agli investigatori, che sarà ora analizzata per ricostruire eventuali attività e contatti.
Le accuse
A carico di Mazzarella pende l’accusa di essere coinvolto in un omicidio avvenuto a Napoli nel 2000, in cui perse la vita Antonio Maione.
Secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di una vendetta legata a dinamiche interne ai clan, con un bersaglio scelto non per responsabilità dirette ma per colpire indirettamente un avversario.
Il delitto si consumò nella zona di San Giovanni a Teduccio, area storicamente interessata da equilibri criminali complessi.
Il contesto storico
La famiglia Mazzarella è da decenni una delle realtà più radicate nella criminalità napoletana. Le sue origini risalgono al secondo dopoguerra, con una crescita legata inizialmente al contrabbando, in particolare di sigarette.
Figura centrale nello sviluppo del gruppo è stata Ciro Mazzarella, considerato il fondatore e punto di riferimento del clan. Nel tempo, l’organizzazione ha consolidato la propria presenza in diverse zone della città, ampliando i propri interessi.
Fine della latitanza
Dopo oltre un anno di irreperibilità, la cattura segna un passaggio importante nelle indagini. Le autorità stanno ora approfondendo eventuali complicità e la rete di appoggi che avrebbe consentito al latitante di nascondersi.















