❗ La sentenza shock: niente legittima difesa
Colpisce e uccide un ladro entrato nella sua abitazione, ferendo anche il complice.
Ma per i giudici non è legittima difesa.
È stato condannato a 15 anni e 6 mesi di carcere Francesco Putortì, 50 anni, al termine del processo davanti alla Corte d’assise di Reggio Calabria.
Una decisione destinata a far discutere e riaccendere il dibattito su cosa sia davvero difesa e cosa invece diventi reato.
⚖️ Perché è stato condannato
La Corte ha ritenuto l’uomo responsabile di:
- omicidio volontario
- tentato omicidio
Respinta completamente la linea difensiva.
Gli avvocati avevano puntato su:
- legittima difesa domiciliare
- legittima difesa putativa
- eccesso colposo
Ma i giudici hanno escluso tutte le attenuanti, ritenendo che l’azione non fosse giustificata.
🏠 Il momento decisivo: cosa è successo in casa
I fatti risalgono al 28 maggio 2024, in una abitazione di contrada Rosario Valanidi, a Reggio Calabria.
Secondo la ricostruzione:
- due uomini si introducono nell’abitazione
- Putortì rientra e li sorprende
- scoppia una violenta colluttazione
A quel punto l’uomo impugna un coltello e colpisce entrambi.
I due fuggono, lasciando cadere alcune armi sottratte dall’abitazione.

🚨 La versione che cambia tutto
Qui sta il punto chiave della condanna.
Secondo gli inquirenti:
- i ladri erano in fuga
- sarebbero stati colpiti alle spalle
Una dinamica che, per la procura, esclude la legittima difesa.
Uno dei due, Alfio Stancampiano (30 anni), muore dopo essere stato lasciato nei pressi dell’ospedale di Reggio Calabria.
Il complice, Giovanni Bruno (46 anni), riesce a scappare fino in Sicilia, dove viene poi curato.
🔥 Un caso che divide l’Italia
La sentenza riapre una domanda che divide l’opinione pubblica:
👉 Fino a che punto ci si può difendere in casa propria?
Per la Corte, la risposta è chiara:
la difesa è legittima solo se proporzionata e immediata.
Quando l’aggressione finisce, anche reagire può diventare reato.
Un caso destinato a far discutere ancora a lungo.
Perché quando la paura entra in casa, capire il confine tra difesa e colpa diventa sempre più difficile.















