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Variante Cicada (BA.3.2), cosa sta emergendo: più diffusione ma nessun aumento della gravità

Persona con mascherina riceve vaccino mentre si parla della variante Cicada BA.3.2 più contagiosa negli USA

Sta facendo discutere la nuova variante Covid chiamata Cicada, ma la realtà è diversa da come viene raccontata.

La variante Covid ribattezzata “Cicada” è tornata al centro dell’attenzione, ma il quadro che emerge è meno allarmante rispetto a quanto suggerito da alcuni titoli. Si tratta della sottovariante BA.3.2, appartenente alla famiglia Omicron, individuata in diversi Paesi e monitorata anche negli Stati Uniti.

Il nome “Cicada” non è una classificazione scientifica ufficiale, ma un’etichetta mediatica. La variante presenta numerose mutazioni, soprattutto sulla proteina Spike, che il virus utilizza per entrare nelle cellule. Questo può favorire una maggiore trasmissibilità e aumentare la possibilità di reinfezione.

Non è però la prima volta che il virus evolve in questa direzione. Già con la comparsa di Omicron tra il 2021 e il 2022 si era osservato un aumento significativo dei contagi accompagnato, nella maggior parte dei casi, da una riduzione della gravità clinica rispetto alle varianti precedenti come Delta. Anche le successive sottovarianti hanno seguito uno schema simile.

BA.3.2 sembra inserirsi proprio in questo percorso evolutivo. È stata rilevata inizialmente fuori dall’Europa e successivamente individuata in più aree del mondo. Negli Stati Uniti è presente in diversi stati ed è monitorata anche attraverso sistemi di sorveglianza come l’analisi delle acque reflue.

Nonostante la diffusione, la variante non risulta dominante e rappresenta una parte limitata dei casi complessivi. Questo elemento suggerisce un impatto contenuto nel breve periodo.

Dal punto di vista clinico, non emergono segnali di maggiore pericolosità. Non si registrano aumenti rilevanti di ricoveri o decessi rispetto alle altre varianti attualmente in circolazione. Il comportamento appare in linea con quello delle più recenti evoluzioni di Omicron.

Per quanto riguarda i vaccini, le evidenze indicano che continuano a offrire una protezione efficace contro le forme più gravi della malattia. È possibile una riduzione della capacità di prevenire l’infezione, ma la protezione contro le complicazioni resta elevata.

Negli anni precedenti, l’arrivo di nuove varianti aveva spesso portato a timori di ondate più severe. Tuttavia, con l’aumento dell’immunità nella popolazione, sia attraverso i vaccini sia attraverso le infezioni pregresse, l’impatto complessivo del virus è progressivamente cambiato.

Anche per BA.3.2, allo stato attuale, non ci sono indicazioni di un ritorno a scenari di emergenza sanitaria. Il monitoraggio resta attivo per valutare eventuali evoluzioni, ma il quadro resta sotto controllo.

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