Il caro carburanti torna al centro dell’attenzione e fa esplodere la protesta degli autotrasportatori. Il prezzo del gasolio ha ormai superato stabilmente i 2 euro al litro, mettendo in seria difficoltà l’intero settore del trasporto merci.
Secondo gli ultimi dati ufficiali, il diesel ha raggiunto quota 2,059 euro al litro, mentre la benzina si attesta intorno a 1,75 euro. Ancora più alti i prezzi lungo la rete autostradale, dove il gasolio supera i 2,11 euro al litro.
⛽ Taglio accise in scadenza: cosa succede dal 7 aprile
Il taglio temporaneo delle accise, introdotto dal governo con l’obiettivo di contenere i prezzi, terminerà il 7 aprile. La misura prevedeva una riduzione di circa 25 centesimi al litro, con l’intento di mantenere il gasolio sotto quota 1,90 euro.
Tuttavia, le tensioni internazionali e l’instabilità in Medio Oriente hanno spinto nuovamente verso l’alto i costi energetici, annullando di fatto gli effetti del provvedimento.
Al momento non è certa una proroga, ma il governo potrebbe intervenire con nuove misure nei prossimi giorni.
⚠️ Sciopero nazionale dei tir: date e motivazioni
Di fronte a questa situazione, le associazioni di categoria hanno deciso di passare all’azione. Trasportounito ha proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile, parlando apertamente di “emergenza per il settore”.
Il presidente Franco Pensiero ha evidenziato come l’aumento dei costi del carburante stia mettendo in ginocchio molte imprese di autotrasporto, già alle prese con margini ridotti e difficoltà economiche.
Parallelamente, Unatras ha annunciato assemblee permanenti in oltre 100 città italiane, con la possibilità di ulteriori proteste se non arriveranno risposte concrete.
📉 Autotrasporto in crisi: costi alle stelle e ricavi fermi
Uno dei problemi principali riguarda il mancato adeguamento dei compensi. Molte aziende committenti, infatti, non riconoscono gli aumenti dovuti al caro carburante, arrivando in alcuni casi a chiedere addirittura sconti sui servizi.
Una situazione definita “insostenibile” dalle associazioni, che chiedono interventi urgenti per evitare il collasso del settore.
🛢️ Accuse alle compagnie petrolifere
Nel frattempo, i gestori degli impianti di carburante hanno acceso i riflettori sulla questione trasparenza. Le organizzazioni Faib Confesercenti e Fegica hanno presentato un esposto al Garante dei prezzi, denunciando il mancato rispetto degli obblighi previsti dal decreto carburanti.
Secondo quanto segnalato, diverse compagnie non avrebbero ancora pubblicato sui propri siti i prezzi consigliati di vendita, come previsto dalla normativa.
📊 Un problema già visto: cosa insegna il passato
Non è la prima volta che il caro carburanti mette in crisi il settore. Negli ultimi anni, tra pandemia e tensioni geopolitiche, i prezzi hanno subito forti oscillazioni, con picchi che hanno già superato i 2 euro al litro.
Ogni volta, le proteste degli autotrasportatori hanno rappresentato un campanello d’allarme per l’economia reale, visto il ruolo centrale del trasporto merci nella distribuzione dei beni.
Ora il rischio è che, senza interventi concreti, la nuova ondata di aumenti possa avere effetti a catena su prezzi e consumi.















