Tadej Pogačar scrive un’altra pagina importante della sua carriera conquistando il Giro delle Fiandre. Lo sloveno centra il terzo successo nella corsa e il secondo consecutivo, confermandosi uno dei corridori più completi della sua generazione.
La gara si è decisa sui tratti più iconici del percorso. Sul primo passaggio sull’Oude Kwaremont, a circa 60 chilometri dall’arrivo, Pogačar ha aumentato il ritmo selezionando il gruppo dei migliori. Con lui sono rimasti pochi uomini di alto livello, tra cui van Aert, Pedersen, Evenepoel e van der Poel.
Il momento decisivo è arrivato nel finale. A circa 20 chilometri dal traguardo, sempre sul Kwaremont, lo sloveno ha piazzato un nuovo attacco, più secco e definitivo, riuscendo a staccare anche l’ultimo rivale diretto, van der Poel. Da lì in avanti ha gestito il vantaggio fino al traguardo, tagliato in solitaria.
Alle sue spalle si è formato il podio con Evenepoel, protagonista di una prova solida al debutto nella corsa, e gli altri inseguitori che non sono riusciti a ricucire il gap.
Per Pogačar si tratta di un altro successo in una Classica Monumento, che si aggiunge a una bacheca già ricca. Dopo la recente affermazione alla Milano-Sanremo, arriva un’altra conferma del suo dominio anche nelle gare di un giorno, oltre che nei grandi giri.
📜 Accenni storici
Il Giro delle Fiandre è una delle cinque Classiche Monumento del ciclismo e rappresenta una delle prove più dure e prestigiose. Caratterizzata dai celebri “muri” in pavé come Oude Kwaremont e Paterberg, la corsa ha visto trionfare negli anni campioni leggendari come Johan Museeuw, Tom Boonen e Fabian Cancellara.
Con questo successo, Pogačar si inserisce tra i grandi interpreti moderni della corsa, riuscendo a imporsi in un contesto tecnico molto diverso rispetto alle gare a tappe, dimostrando versatilità e capacità tattica.
Ora l’attenzione si sposta sulla prossima sfida: la Parigi-Roubaix, altra Monumento storicamente imprevedibile, dove il pavé sarà ancora protagonista.















