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Trapani, confermata la penalizzazione: respinto il ricorso. Ma si profila un nuovo -5 in classifica

Il Tribunale Federale ha confermato la linea già espressa in primo grado: il ricorso del Trapani è stato respinto e la penalizzazione di 5 punti resta quindi valida. Niente esclusione dal campionato, ma la situazione del club siciliano resta comunque delicata sul piano disciplinare.

Anche il ricorso presentato dalla Procura Federale della FIGC, che aveva chiesto l’esclusione del club dal torneo per reiterate irregolarità nei versamenti fiscali e contributivi, è stato rigettato. Per il momento, quindi, non ci sarà alcuna rivoluzione della classifica del girone C di Serie C.

Classifica invariata, ma il rischio penalizzazione resta alto

La decisione odierna conferma lo scenario attuale: il Trapani non verrà escluso dal campionato e la graduatoria rimane invariata. Tuttavia, la vicenda non è affatto conclusa.Il club guidato dal presidente Antonini dovrà infatti tornare nuovamente davanti al Tribunale Federale Nazionale il 31 marzo, per una nuova contestazione legata al mancato rispetto di un’altra scadenza fiscale, risalente al 16 febbraio.

In questo caso, la situazione potrebbe ripetersi con un’ulteriore sanzione disciplinare. Le prime valutazioni parlano infatti di una possibile nuova penalizzazione di 5 punti, che aggraverebbe ulteriormente la posizione del club in classifica.

La posizione del club e il nodo fiscale

La difesa del Trapani si basa sulla sospensione delle cartelle esattoriali ottenuta lo scorso 12 febbraio presso la Commissione tributaria competente. Secondo la società, tale sospensione dovrebbe incidere sulla legittimità delle contestazioni sportive.

Tuttavia, la giustizia sportiva segue criteri autonomi rispetto a quella ordinaria, motivo per cui le decisioni restano distinte e non sempre coordinate.

Un caso che affonda le radici nelle norme della FIGC

Situazioni simili non sono nuove nel calcio italiano: negli ultimi anni la FIGC ha rafforzato i controlli su versamenti fiscali e contributivi delle società professionistiche, soprattutto in Serie C, dove i margini economici sono più fragili.

Il caso Trapani si inserisce quindi in un quadro più ampio di rigoroso rispetto delle scadenze amministrative, che può portare a penalizzazioni anche pesanti in classifica.

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