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Modena, studente porta un ordigno della Prima guerra mondiale a scuola: evacuato il liceo

Carabinieri davanti a un liceo di Modena dopo il ritrovamento di un presunto ordigno bellico portato in classe da uno studente

Una normale mattinata scolastica si è trasformata in pochi minuti in un’emergenza che ha coinvolto studenti, insegnanti e forze dell’ordine. In un liceo classico di Modena, uno studente di terza superiore ha portato in aula un presunto colpo di mortaio risalente alla Prima guerra mondiale, mostrandolo durante una lezione di storia davanti al professore e ai compagni.

Il gesto, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato compiuto senza cattive intenzioni. Il ragazzo voleva probabilmente presentare un reperto storico conservato dalla famiglia, ma la presenza di un possibile ordigno bellico all’interno della scuola ha immediatamente fatto scattare il protocollo di sicurezza. In pochi minuti il dirigente scolastico ha ordinato agli studenti di restare nelle proprie classi, mentre venivano allertati i carabinieri.

La situazione ha generato momenti di forte tensione all’interno dell’istituto. Alcuni studenti hanno raccontato di aver inizialmente pensato a un semplice oggetto storico innocuo, ma l’arrivo delle pattuglie e il successivo isolamento dell’area hanno fatto capire la gravità della situazione.

La scuola evacuata e l’intervento dei carabinieri

Dopo l’arrivo sul posto, i carabinieri hanno preso in consegna il presunto ordigno e hanno disposto l’immediata messa in sicurezza della zona. Il reperto è stato trasferito nel giardino della scuola, lontano dalle aule e dagli studenti, per permettere i controlli necessari senza rischi.

Nel frattempo l’intero istituto è stato evacuato in via precauzionale e le lezioni sono state sospese. Gli studenti sono rimasti per diverso tempo all’esterno della scuola mentre le forze dell’ordine verificavano la situazione. Nessuno è rimasto ferito e non si sono registrati danni alla struttura.

Secondo le prime informazioni, il proiettile di mortaio appariva in buono stato di conservazione, elemento che ha aumentato la prudenza degli operatori intervenuti. Gli investigatori vogliono capire se il reperto fosse effettivamente disinnescato oppure ancora potenzialmente pericoloso.

L’episodio ha inevitabilmente creato preoccupazione anche tra i genitori, molti dei quali hanno raggiunto rapidamente la scuola dopo aver appreso la notizia dell’evacuazione. La presenza di un possibile ordigno in un ambiente frequentato quotidianamente da centinaia di ragazzi ha riportato al centro il tema della sicurezza e della gestione dei reperti storici.

Le autorità hanno poi sequestrato l’oggetto per effettuare ulteriori accertamenti tecnici. Saranno gli artificieri e gli specialisti a stabilire l’effettiva natura del materiale trasportato in aula dallo studente.

I residuati bellici della Prima guerra mondiale ancora presenti in Italia

Il caso di Modena riporta l’attenzione su un fenomeno che, a oltre cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale, continua ancora oggi a interessare molte zone italiane. Ogni anno vengono ritrovati decine di residuati bellici, soprattutto durante lavori edilizi, scavi agricoli o ristrutturazioni.

Molti ordigni risalenti ai conflitti mondiali possono infatti restare attivi anche dopo decenni. Per questo motivo le forze dell’ordine invitano sempre i cittadini a non toccare mai oggetti sospetti e a contattare immediatamente gli artificieri.

In diverse famiglie italiane esistono ancora cimeli storici tramandati da nonni o parenti che hanno vissuto la guerra. Tuttavia, ciò che può sembrare un semplice ricordo storico potrebbe nascondere rischi molto seri. Anche un vecchio colpo di mortaio apparentemente innocuo può contenere materiale esplosivo ancora instabile.

Nel caso dello studente di Modena, gli investigatori stanno cercando di capire da dove provenisse il reperto e come sia stato trasportato fino all’interno della scuola. Non è escluso che il ragazzo ignorasse completamente il potenziale pericolo dell’oggetto.

La vicenda ha aperto anche una riflessione sul rapporto tra scuola e memoria storica. Sempre più spesso gli studenti portano in classe documenti, fotografie o oggetti legati ai grandi eventi del passato per arricchire le lezioni. Questa volta, però, la volontà di condividere un pezzo di storia si è trasformata in una vera emergenza.

Dopo gli accertamenti e la bonifica dell’area, l’istituto dovrebbe tornare regolarmente operativo nelle prossime ore. Resta però lo shock per una mattinata che nessuno, tra studenti e professori, dimenticherà facilmente.

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