La televisione italiana dice addio a uno dei volti più riconoscibili della pubblicità anni ’80. È morto a 88 anni Franco Botto, protagonista dello storico spot del Tonno Insuperabile, diventato nel tempo un simbolo della comunicazione televisiva di quell’epoca.
Non era un attore, non era un personaggio dello spettacolo, eppure il suo volto è rimasto impresso nella memoria di milioni di italiani. Bastarono pochi secondi, una frase semplice e uno stile autentico per trasformarlo in un’icona.
Uno spot breve ma entrato nella storia della TV
Nel panorama televisivo degli anni ’80, ancora in piena evoluzione tra reti pubbliche e private, la pubblicità stava iniziando a diventare un elemento centrale della cultura popolare. In quel contesto nasce lo spot del Tonno Insuperabile, destinato a lasciare il segno.
Protagonista assoluto era proprio Franco Botto, fermo su un piccolo porticciolo, con cappello di lana, baffi e una presenza che trasmetteva fiducia. Nessuna scenografia complessa, nessuna costruzione artificiale: solo una figura semplice e credibile.
La scena era essenziale. In mano una scatoletta di tonno, nell’altra un ramoscello d’ulivo, mentre in sottofondo si sentiva il verso di un gabbiano. Poi la frase che tutti ricordano: “Tonno Insuperabile, 170 grammi di bontà in olio d’oliva”.
Erano appena otto secondi, ma sufficienti per entrare nella storia della televisione italiana. In un’epoca in cui la pubblicità iniziava a diventare sempre più elaborata, quello spot rappresentava l’opposto: semplicità, immediatezza e autenticità.
Proprio questa autenticità fu la chiave del successo. Il pubblico non vedeva un attore, ma una persona vera. E questo bastò a rendere quello spot uno dei più riconoscibili della sua epoca.
La vita lontana dai riflettori e il legame con il territorio
Dietro il volto del Tonno Insuperabile c’era una vita completamente diversa. Franco Botto lavorava come tecnico alla Fincantieri di Riva Trigoso, in Liguria. Una carriera normale, lontana dal mondo dello spettacolo.
Il suo coinvolgimento nello spot fu quasi casuale, ma si rivelò decisivo. Non cercò mai di sfruttare quella notorietà per entrare nel mondo della televisione. Scelse invece di restare legato alla sua terra e alla sua quotidianità.
A Moneglia, nel Levante ligure, era una figura molto conosciuta. Non solo per lo spot, ma per il suo impegno nella comunità. Fu anche assessore comunale e partecipò attivamente alla vita del paese, mantenendo sempre un rapporto diretto con le persone.
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona semplice, ironica e profondamente legata ai valori della sua terra. Nonostante la fama, non ha mai cambiato stile di vita.
Negli ultimi anni, la sua immagine era tornata a circolare grazie ai social. Lo storico spot del Tonno Insuperabile era stato riproposto con una piccola variazione: alla fine compariva di nuovo Botto, ormai anziano, che concludeva con un aggiornamento simbolico dello slogan: “Ancora oggi”.
Un dettaglio che ha riportato alla luce un volto rimasto nel cuore degli italiani. Un collegamento tra passato e presente, tra la televisione di ieri e quella digitale di oggi.
La scomparsa di Franco Botto rappresenta qualcosa di più della perdita di un semplice protagonista pubblicitario. È la fine di un pezzo di storia della televisione italiana, di un’epoca in cui bastavano pochi secondi e una presenza autentica per diventare indimenticabili.






