Il governo interviene ancora sul caro carburanti, ma cambia passo. Il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare per 21 giorni il taglio delle accise carburanti, introducendo però una differenziazione tra benzina e diesel. Una scelta che riflette le tensioni internazionali e la necessità di contenere i costi per lo Stato, mentre sul tavolo arrivano anche il Piano Casa e nuove misure sugli sgomberi.
Accise carburanti, taglio ridotto sulla benzina e più alto sul diesel
La nuova proroga delle accise carburanti prevede uno sconto di 5 centesimi al litro sulla benzina (più Iva), mentre per il diesel il taglio resta molto più consistente: circa 20 centesimi, che arrivano a circa 24,4 centesimi includendo l’Iva. Una differenza che segna un cambio di strategia rispetto ai precedenti interventi, quando la riduzione era uniforme.
Alla base della scelta c’è l’andamento dei prezzi registrato nelle ultime settimane. Come spiegato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente – tra attacchi in Iran e il blocco dello stretto di Hormuz – si è verificata una crescita molto diversa tra i due carburanti: circa +6% per la benzina contro un +20% per il gasolio.
Per questo motivo il governo ha deciso di intervenire in modo mirato, cercando di bilanciare l’impatto sui consumatori e quello sui conti pubblici. Il costo della misura non è infatti trascurabile: circa 146,5 milioni di euro fino al 10 maggio, a cui si aggiungeranno altri 250 milioni previsti con un successivo decreto dei ministeri di Economia e Ambiente.
Non si tratta di un intervento isolato. Già nelle scorse settimane il governo aveva adottato tagli temporanei alle accise carburanti, prorogati più volte con scadenze ravvicinate. Una strategia definita “flessibile”, che consente di adattare le misure all’evoluzione dello scenario internazionale senza impegnare risorse a lungo termine.
Piano Casa e sgomberi più veloci: le altre decisioni del Cdm
Oltre alle accise carburanti, il Consiglio dei ministri ha approvato anche il nuovo Piano Casa e misure per accelerare gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi delle procedure e rafforzare la tutela dei proprietari.
Secondo quanto spiegato dal governo, le nuove norme dovrebbero rendere più rapidi gli interventi delle autorità, superando gli ostacoli burocratici che negli ultimi anni hanno rallentato molti procedimenti. Un tema particolarmente sensibile, che si inserisce nel più ampio dibattito su sicurezza e diritto alla proprietà.
Sul fronte economico, però, il nodo principale resta quello delle accise carburanti. Alla domanda su un possibile taglio strutturale, Giorgia Meloni ha mantenuto una posizione prudente. Rendere permanente la riduzione, ha spiegato, comporterebbe un costo troppo elevato per le casse dello Stato.
Non solo: secondo diversi studi, un taglio stabile delle accise carburanti rischierebbe di favorire soprattutto le fasce di reddito più alte, che consumano più carburante. Un effetto considerato distorsivo, che renderebbe la misura meno equa dal punto di vista sociale.
Un peso storico difficile da ridurre
Il tema delle accise carburanti è da anni uno dei più discussi in Italia. Attualmente incidono per circa 67 centesimi al litro, a cui si aggiunge l’Iva. Una componente fiscale molto elevata, frutto di decenni di interventi stratificati nel tempo.
In origine molte accise erano state introdotte per far fronte a emergenze specifiche – crisi energetiche, calamità naturali, esigenze di bilancio – ma nel tempo sono diventate strutturali. Ogni tentativo di riduzione definitiva si è scontrato con la stessa difficoltà: trovare coperture adeguate senza compromettere i conti pubblici.
Anche in passato diversi governi hanno scelto la strada dei tagli temporanei alle accise carburanti, soprattutto nei momenti di forte aumento dei prezzi del petrolio. Tuttavia, queste misure hanno sempre avuto carattere emergenziale e limitato nel tempo.
La situazione attuale, aggravata dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sui mercati energetici, riporta il problema al centro dell’agenda politica. Il governo, per ora, punta su interventi mirati e a breve termine, evitando impegni strutturali.
Nei prossimi giorni sarà fondamentale capire come evolveranno i prezzi e se sarà necessario un nuovo intervento sulle accise carburanti. Molto dipenderà dall’andamento del mercato internazionale e dalla stabilità delle forniture.
Per gli automobilisti italiani, intanto, la proroga rappresenta un sollievo limitato ma immediato. Il vero nodo resta però irrisolto: ridurre in modo duraturo il peso delle accise carburanti senza mettere a rischio l’equilibrio dei conti pubblici.






